I produttori di chiaretto puntano al 2018, ora si attende il parere della Regione Veneto e del Ministero per le Politiche

Il Chiaretto, cuba nove milioni di bottiglie vendute ed è leader di mercato tra i rosati in Italia. Punta con grande fermezza all’autonomia dalla Doc Bardolino, Denominazione storica del lago di Garda.

La divisione tra le due produzioni vinicole gardesane ha preso il via giovedì scorso con l’approvazione, a maggioranza, da parte dell’assemblea dei produttori bardolinesi della nuova Doc autonoma del Chiaretto di Bardolino, su proposta del presidente del Consorzio di tutela Franco Cristoforetti.

Sono state inoltre approvate tre sottozone storiche (La Rocca; Bardolino Montebaldo; Bardolino Sommacampagna) che, recuperando la geografia produttiva dell’Ottocento, esalteranno la qualità enologica con una riduzione delle rese dagli attuali 130 quintali per ettaro ai 100 quintali per ettaro.

Il processo di estrusione delle denominazioni venete prevede ora il passaggio in Regione e il via libera definitivo da parte del ministero delle Politiche agricole, ma il comparto spera nel completamento dell’iter, e quindi nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro il 31 luglio per debuttare con la nuova Doc già dalla vendemmia 2018. “Con la nascita della doc autonoma del Chiaretto di Bardolino e il riconoscimento delle tre sottozone del Bardolino – spiega Cristoforetti – trova completamento il piano strategico avviato nel 2008 che ha consentito al nostro rosé di diventare leader produttivo assoluto tra i vini rosati italiani, mettendo anche in luce la territorialità del Bardolino. Il Chiaretto è oggi il vino che da’ redditività alle aziende e sta crescendo. E’ tempo dunque di contribuire a questo exploit pianificando un lavoro in vigna. E la nascita della nuova doc del rosé e le modifiche al disciplinare del Bardolino apporteranno perciò varie modifiche all’assetto produttivo, e nuovi vincoli come l’utilizzo di solo uve “fresche”, vietando quindi surmaturazioni o appassimenti”. Il Consorzio di tutela, fondato nel 1969, rappresenta circa il 92% della filiera produttiva del Bardolino e del Chiaretto.

Vi sono iscritti circa 1200 produttori di uva, 900 viticoltori, 120 vinificatori e 100 imbottigliatori. Attualmente i vigneti iscritti all’albo hanno una superficie di circa 2.700 ettari. La produzione totale annua è di circa 17 milioni di bottiglie di Bardolino e 9 milioni di bottiglie di Chiaretto. La quota export è pari al 65%. (fonte ANSA).


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