Non c’è dubbio che in queste ultime settimane il mercato del vino abbia subito, come molti altri, uno stravolgimento. Nuove dinamiche, che sempre più spostavano gli acquisti degli enoappassionati dai canali tradizionali ai canali digitali, anche in tempi non sospetti, hanno messo in pista opportunità e difficoltà inaspettate.

Gli arresti domiciliari per buona parte della popolazione italiana hanno dato una spinta impensabile a home delivery, portali on line, e-commerce aziendali, spedizioni a casa e soprattutto attenzione a cosa si acquista. Gli italiani sono un popolo che ama mangiare e bere, e che non rinuncia a due dei maggiori piaceri della vita a causa di un virus dagli occhi a mandorla. Se da un lato, sono calate le vendite dei vini più importanti come Champagne, Bolgheri, Amarone, Brunello e Barolo, sono aumentati i volumi del 100%, del 10% la frequenza d’acquisto e del 5% la quantità per ordine (Tannico – dati vendite Marzo 2020). Ma quali vini si vendono di più? Quelli da consumo quotidiano, sia bianchi che rossi (i primi registrano un +20%) come Barbera, Chianti, Rossi di Sicilia, Dolcetti, Valpolicella. Vini freschi, fruttati, dal buon rapporto qualità/prezzo. Gli italiani vogliono bere bene, anche se il budget può ridursi per molti motivi. C’è attenzione alla serietà delle cantine, al loro brand, alla loro capacità di comunicazione (ecco che story telling e story doing non sono due astratti concetti di comunicazione, ma diventano due necessità) e anche a quello che dicono i blogger e gli influencer.

L’adattamento delle cantine e delle aziende agricole, supportate anche da persone che fanno il nostro lavoro, è stato quasi immediato. Ci sono realtà che hanno iniziato a promuovere le vendite di prossimità (e sono nati portali dedicati come adunmetro.it), altri che esistevano da tempo e hanno incentivato la loro presenza fungendo da shop on line in outsourcing (Enosocial, Winejump) e ci sono cantine e agricoltori che si sono promossi direttamente sul web, sui social con campagne dedicate ai loro clienti, alle consegne a casa, supportate da veri e propri webinar su cosa bere, come abbinare e cosa acquistare.

Sono nati gli aperitivi via whatsapp, i corsi di degustazione live, le dirette su instagram ad ogni ora, le videoconferenze conviviali, anche solo per fare due chiacchere e condividere il parere su un bicchiere di vino o un piatto. Siamo esseri sociali, e in qualche modo ci adattiamo.

Qualche numero interessante lo abbiamo preso da Instagram, dove sono fioriti nuovi hashtag dedicati proprio al consumo a casa, e in particolare al consumo a casa di vino.

#homedelivery – 621,000 post

#spedizioniintuttaitalia – quasi 500.000 post

#iobevoacasa – quasi 15.000 post

#bevoacasa / #bevoacasamia – più di 100 post

#wineathome – più di 5000 post

Impossibilità di muoversi, flessibilità del comparto produttivo e commerciale, nuove tecnologie hanno cambiato i comportamenti di acqusito di molti di noi. Quello di cui siamo convinti è che comunque, così come probabilmente gireremo con guanti e mascherina in tasca per molto tempo ancora, e ci laveremo di più le mani, tenderemo ad utilizzare gli acquisti in due click, anche quando potremo recarci dove vogliamo, prolungando la wine experience di una giornata in cantina, anche a casa nostra.

Ma come si può entrare in brevissimo tempo in questo mondo? Una risposta valida per tutti non c’è. Quello che deve essere chiaro è che è necessaria flessibilità e creatività e molto spirito di iniziativa. Noi che ci occupiamo di marketing del vino troviamo in un giorno soluzioni pratiche e di facile implementazione per sfruttare le opportunità che si possono cogliere al momento per i nostri clienti, da mini campagne di comunicazione, social media adv, implementazione di veri e propri portali e-commerce, selezione di canali on line esistenti. Tutto con approccio “su misura”.


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