Cantina Passarini nasce nel 1917 per volontà del capostipite Guido, come azienda agricola dedita alla coltura dei seminativi, all’allevamento e alla produzione di vino per l’autoconsumo e per la vendita al minuto. Erano gli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale e alla sera molti braccianti si fermavano in Cantina Passarini per bere un bicchiere di vino o per comprare un fiasco per casa. Molto più spesso per stare in compagnia.La Cantina Passarini di Legnago è ancora in attività, dopo due guerre mondiali e tanti cambiamenti che hanno interessato il settore vitivinicolo. La storia è comune ad altre realtà vitivinicole italiane con l’unica differenza di essere in un territorio storicamente dedicato a colture diverse dalla vigna.

Ma la scelta di convertire tutte le colture al vitivinicolo deriva dalla passione e dalla formazione di Luigi Passarini, il figlio di Guido, che si diploma alla scuola superiore di enologia di Conegliano ed entra in azienda impegnandosi in prima persona nello sviluppo della coltura della vite e della produzione di vino. Luigi è un uomo degli anni 2000, nato però alla fine della seconda guerra mondiale. Studia in collegio in Lombardia e in seguito frequenta la scuola di enologia di Conegliano, una delle più blasonate dell’epoca. «Ero sveglio e tenace e capii subito che con il solo seminativo e con l’allevamento non si potevano raggiungere gli obiettivi che avevo in mente io. Ricordo ancora il mio primo giorno di scuola in collegio, quando dopo ore di viaggio in auto arrivai bianco di polvere con quattro miei compagni. Ero un giovanotto con tante speranze in testa e tanta voglia di fare. Le strade erano diverse allora» Afferma Luigi ricordando la sua vita da studente.
Negli anni espianta mele e pianta la vigna. In particolare elimina anche le vecchie varietà ibride americane, Bacò, Clinto e Schiava passando al Cabernet Franc, al Lambrusco, al Merlot e all’uva d’oro di Comacchio. «Come erano diversi i vini in passato. Acidi, tannici. Non sempre piacevoli, come quelli che vendiamo adesso e che produciamo adesso per i nostri clienti» continua Luigi vicino al figlio Gianfranco, ora in azienda insieme anche a sua moglie Annalisa.

Gianfranco parla della scelte agronomiche e del vegan con orgoglio e soddisfazione «Una ulteriore ridefinizione dei vigneti nell’anno 2014 ci porta all’attuale connotazione con la coltivazione di varietà internazionali quali Merlot, Pinot Grigio, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco e Moscato. Gli intensi investimenti, sia strutturali che tecnologici, degli ultimi anni, ci permettono di offrire prodotti con elevato rapporto qualità/prezzo. Noi seguiamo un protocollo agronomico ed enologico rigido, basato sul rispetto dell’ambiente e sulla produzione di vini sani. Nel 2017 arriva anche la certificazione vegana, dopo uno sviluppo progettuale impegnativo di conversione. Essere vegan significa che i vini sono prodotti senza l’uso di coadiuvanti di origine animale. Sono inoltre sani, frutto di ambienti puliti e al minimo di prodotti chimici».

Oggi la tradizione e la passione continuano nella storica di Vallette di Legnago e su una superficie vitata di 5 Ha. L’azienda dispone di una maggiore potenzialità produttiva derivante dall’acquisto di uve provenienti da altre aziende agricole del Veneto, con cui ha una stretta collaborazione ormai consolidata da anni e con cui condivide i valori e lo stile produttivo.

Tutti i vini prodotti in cantina sono salubri, facili da bere, semplici e sinceri. Sono vini per il consumo in famiglia o al ristorante da abbinare al cibo o da godersi da soli, per un aperitivo.

La famiglia Passarini consuma il proprio vino tutti i giorni, e nel rispetto dei propri clienti, oltre che della loro salute, desidera lavorare al meglio. La novità del 2020 è il nuovo Pinot Grigio bio, in cui la famiglia Passarini crede molto, che ha dato vita anche al totale restyling della linea vini.


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